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Epic React. Nike l’ha fatto di nuovo (e già ne hanno fatte varie).

Publication date 20/04/2018 23:04

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Sì, l’hanno fatto di nuovo. E questa volta non era facile. Dopo aver ottenuto l’attenzione mondiale solo sei mesi fa con il programma “sub2h” e la gamma corrispondente (Nike Vaporfly), la marca dal nome che rende omaggio alla dea greca della vittoria aveva una missione ancora più difficile: restare in testa.

cabecera

Assistenza tecnica

Leggerezza

5

Ammortizzazione

6

Calzata

6

Stabilità

5

Sensibilità

6

Transpirabilità

5

questa volta la proposta cambia radicalmente, passiamo dalla modalità “fast” a quella “endurance”. in pieno boom degli sport di resistenza e con la recente ossessione delle marche per ottenere le scarpe più ammortizzate senza superare di troppo la “linea rossa” dei 200 g, nike non poteva essere da meno. la sua proposta: nike epic react.

la prima impressione di una scarpa viene sempre data in base all’aspetto estetico. da questo punto di vista, come da abitudine, eccellente. sia nei due modelli da uomo che in quelli da donna troviamo delle scarpe allegre e con dettagli che attirano subito l’attenzione del “runner”, come la fascia gialla nella parte posteriore, il bordo rosa o violetto (in base al modello) sul tallone, la suola sporgente e le rifiniture effetto guanto della tomaia, dando la sensazione che ti abbracci il piede.

parlando in termini tecnici, siamo di fronte ad un ulteriore modello della gamma “epic”. la gamma più importante di nike dal 1985, sostenuta da oltre una ventina di record del mondo di maratona (presto da annunciare). e allora, cosa fa questo modello di diverso? fondamentalmente, la suola, dove risiede la tecnologia che dà il nome al modello: react.

react(reazione), è la parola con la quale nike vuole che associamo il suo nuovo modello. facilità per correre bene e velocemente, senza mettere a rischio il passo né la stabilità e mantenendo lo stile “endurance”, che viene già di serie con la gamma epic.

imagen

passando all’azione, nike react è tecnicamente molto diversa da tutto ciò che avevamo visto fino ad oggi. indossando delle scarpe “endurance” si hanno sempre determinate aspettative sulle sensazioni che daranno. tuttavia, la prima impressione non è affatto quella di un modello pensato per correre “lungo”, anzi, il contrario. una leggerezza e sensazione di “piede libero” che ci invita più ad iniziare varie serie che un giro lungo. 

tuttavia, tutto rimane tra le prime impressioni, dopo, quando si inizia a correre, cambia completamente la percezione delle scarpe. personalmente, mi hanno ricordato la prima volta che ho avuto delle “pegasus”: sensazione da pantofole e di poter correre per ore e ore senza nessuna fatica. dieci minuti di corsa leggera sono stati più che sufficienti per capire che mi trovavo di fronte a delle autentiche divora-chilometri: stabilità, ammortizzazione e sensazione di leggerezza. i tre pilastri più ricercati del “runner” del secolo xxi. bene, già sappiamo che siamo di fronte a delle buone scarpe “endurance”, nessuna novità, era più o meno ciò che ci aspettavamo da esse. giunge il momento di pretendere un po’ di velocità.

andiamo dritti al punto:,,, 10x500 / 3’30’’-km. delle serie “allegre” che saranno la prova del nove delle nostre nuove react. è qui il momento in cui iniziano le sorprese. abituato alle solite scarpe “pantofole”, sempre impacciate nell’aumento dei ritmi, ci troviamo di fronte a una reazione totalmente inaspettata in una scarpa “endurance”. il metatarso rimbalza rapidamente e facilmente, il tallone non cade... che figata! una risposta fantastica e totalmente innovativa che ci invita a pensare che siamo di fronte ad una scarpa molto ibrida e per una gamma di pubblico molto vasta.

e, visto che siamo dei perfezionisti e ci piace complicarci la vita, proviamo a pretendere un po’ di più. le reactpotrebbero essere una buona opzione anche per il triathlon? dopo averle esaminate in un giro di 10 chilometri dopo tre ore di bicicletta, possiamo dire decisamente di sì. in primo luogo, il fatto di poter correre senza calze grazie al rivestimento interno che include la scarpa è un punto davvero a favore per i triatleti. la reazione e allo stesso tempo l’ammortizzazione che ti offrono, rendono molto più semplice correre sotto affaticamento e per cui, l’utilizzo in gare di triathlon a media o lunga distanza. per distanze più corte ed esplosive forse dobbiamo dirigerci verso modelli più “volanti”, tutto dipende dai ritmi e obiettivi dell’atleta.

possiamo concludere dunque, dopo averle esaminate su vari terreni e ritmi, che siamo di fronte a un paio di scarpe ideali per atleti di media-lunga distanza, con un peso basso o medio, che non vogliono rinunciare a ritmi rapidi. potrebbero essere anche molto adatte ad atleti con più peso, che cerca performance a distanze più corte (5-10 km).

aspetti tecnici
peso: 221g taglia 40. 

suola: composta da due parti differenziate per colore. in blu la punta e il tallone, con una gomma più dura per favorire la reazione. in bianco la parte centrale, più morbida per offrire la comodità necessaria per ritmi lunghi. mezza suola a forma di semi-curva per favorire la flessibilità della scarpa. come contro possiamo dire che hanno poca aderenza su superfici bagnate, dato che si tratta di una suola molto liscia. per quanto riguarda la durata della stessa, dipenderà un po’ da ognuno e dall’utilizzo, in base a ciò che dice nike, sono realizzate per percorrere circa 550-600 km su una persona di 70 kg.

tomaia: mantiene la scarpa in un unico pezzo, caratteristica che aveva avuto molto successo nella gamma epic flyknit, in questo modo ottiene più comodità, evitando possibili sfregature di cuciture non avendo la linguetta, oltre al fatto che sono più attraenti esteticamente. troviamo anche zone più elastiche nella parte del tallone e del collo del piede per poterle indossare in modo più comodo e veloce con l’aiuto della striscia nella parte posteriore del piede (punto a favore per i triatleti).

pianta: trattandosi di una scarpa così morbida, ci possiamo permettere di prendere una taglia che aderisca completamente al piede. il tessuto termosaldato ci dà la sensazione di “guanto” e il supporto posteriore nella parte del tallone evita che il piede scivoli al momento dell’appoggio, ottenendo così un forte sostegno (fondamentale su lunghe distanze in cui l’affaticamento ci fa perdere tecnica). vengono di serie con dei plantari da 2 mm che possono essere sostituiti, nel caso in cui l’atleta lo desideri. 

reazione: la caratteristica che dà il nome al modello. una sensazione di “rimbalzo” incredibilmente riuscita su una scarpa “endurance”. una caratteristica che le fa diventare molto adatte anche per correre a ritmi più elevati.

ammortizzazione: l’altro punto forte delle react. ottengono una sensazione più morbida e allo stesso tempo fanno ritornare velocemente il passo per poter mantenere una dinamica veloce. una sensazione di affondamento del piede sulla schiuma ma con un ritorno veloce, migliorando in questo modo il modello precedente flyknit. una sensazione di “pantofole” senza mettere a rischio la reazione del passo. un’ammortizzazione praticamente perfetta.

conclusioni
un paio di scarpe “endurance” ma allo stesso tempo veloci. pensate per atleti con peso medio e passo neutro. un sistema di ammortizzazione semplicemente perfetto, completamente diverso da ciò che ci aveva offerto nike fino ad oggi e che posiziona la marca americana in prima fila tra i modelli di media e lunga distanza. un raggio approssimato consigliato distanza-peso potrebbe essere il seguente (sempre per atleti con passo neutro):

60-70kg: 21km/42km
70-90kg: 10km/21km
+90kg: 5km/10km.

Altezza

1.86m

Peso

68kg

Taglia

S

Luogo di nascita

Spain

Técnico de producto para Tradeinn Xperience. Graduado CAFE y entrenador de Triatlón. En el deporte encontré un día mi mejor modo de vida y desde entonces trabajo duro a diario para crecer en él. #noshortcuts

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